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IL MANTRA DELL’ ARCANAUTA

VUOI FALLIRE? LAVORA ABBASTANZA BENE.
(pensieri sparsi di un arcanauta sul nuovo spirito imprenditoriale post diluvio ).

E quando il Titanic ⭐⭐⭐⭐⭐del reddito di cittadinanza si scontrera’ con la gelida montagna della mancanza di commesse delle aziende italiane che accadra’? 🤔

I Navigator verso quali posti di lavoro  di quali  aziende in crescita, specie al sud, indirizzeranno le torme bisognose e speranzose che affolleranno i centri per il lavoro? Boh, siamo in recessione ….temo che insieme a una pioggia temporanea e illusoria di soldi il paese sarà  inondato di amarezza e delusione.😟

C’è chi si divanizzera’ , chi migrera’ e chi si rimbocchera’ le maniche stufa di  aspettare: la selezione naturale creera’ gradatamente una nuova classe imprenditoriale dalle ceneri della vecchia. Come può l’Arca essere da guida nella rinascita post diluvio?
Qual’e’ il messaggio che può rappresentare al meglio lo spirito del giovane imprenditore Arcanauta, frutto e seme del suo territorio ?🤔

😊VUOI FALLIRE? LAVORA ABBASTANZA BENE!!!😊

Inquietante vero?
Non è solo lavorando male che si fallisce, anche lavorando abbastanza bene si fa la stessa fine.

Viviamo in un mondo in cui l’offerta è enormemente più alta della domanda: questo è un fatto, non un’opinione.
I miei concorrenti, così come i vostri, sono dappertutto, a portata di mano e di un semplice click.

Lo stesso servizio lo hanno migliaia di altre aziende e professionisti, a prezzi simili e con qualità simile.

Lo vedo che stai annuendo, anche tu sei nella mia stessa situazione.

Il nostro mercato, qualsiasi esso sia, è popolato da aziende simili, la maggior parte di loro lavorano abbastanza bene, i prodotti o servizi sono quasi tutti di qualità.

Questa è la grande opportunità: lavorare bene, non abbastanza bene.

Cosa vuol dire lavorare bene?
Non accontentarsi dell’approssimazione, quella che impera in questo mondo di pressapochisti, che vorrebbero essere pagati bene, quando in realtà non lavorano bene e ti spiegano perché hanno ragione loro.

Quando io compro qualcosa, mi aspetto che sia completo, in tutte le sue parti, perfetto, nel pre vendita, nella vendita, nell’erogazione del servizio, nell’assistenza post vendita, in tutti i suoi dettagli: perfetto, in tutto.

Perfetto, non ha un diminutivo.

Non ci sto con i prezzi? Li devo aumentare. Non posso farlo? Devo fornire comunque un lavoro perfetto o morirò presto.

Questa è la realtà.

Lavorare in modo perfetto all’inizio è difficile ma è molto più conveniente che lavorare in modo approssimativo, rimediando a errori, correndo dietro a sviste, facendo i salti mortali per riparare guasti dovuti a nostre responsabilità. Pensiamoci.
Fare quasi tutto bene, fare in modo che tutto funzioni al 99% significa lasciare al caso quell’1% improbabile ma reale, che la  Legge di Murphy farà capitare.
Che facciamo?

Tu mi dirai: sei esagerato, sei troppo  pretenzioso.

Forse è vero, ma la differenza si fa proprio in quell’1% che sembra irrilevante.

Osserva:
Hai mai provato ad arrivare sulla banchina del binario un secondo dopo che si sono chiuse le porte del treno che dovevi prendere per andare a quell’appuntamento importantissimo? Il treno è fermo, ma le porte sono chiuse e tu pigi il pulsante e le porte non si aprono, la gente ti guarda, ti comprende, non sorride. Il treno parte, fottuto treno.

Ti è mai successo di vedere il tuo aereo staccarsi dal finger perché hai tardato un minuto, solo un minuto dopo un viaggio di due ore per arrivare all’aeroporto. Un minuto, e quel bastardo si sta staccando dal finger senza di te, e non ci sono altri aerei prima di domani, a un costo folle. E domani sarà troppo tardi, il tuo concorrente ci è arrivato oggi.

Questi due esempi sono niente, bazzecole.
O quel minuto in cui si decide tutto: un si, o un no, e la tua carriera decolla, o si affossa. In un minuto.

Voglio parlare di due millesimi di secondo, cosa sono due millesimi di secondo, niente, non sono niente.

Prova dirlo a chi arriva secondo nella finale dei 110 metri a ostacoli agli Europei per due millesimi di secondo, cosa vuoi che siano due millesimi di secondo. Per fare un battito di ciglia ci vuole probabilmente di più.
Quindi:

😊O IMPARIAMO AD ESSERE PERFETTI O SIAMO FUORI.😊

I clienti non li perdiamo perché siamo più cari degli altri o almeno, la maggior parte dei clienti non li perdiamo per questo motivo.
I clienti, spesso, li perdiamo perché siamo dei dilettanti, siamo quelli “dell’abbastanza buono” del “cosa vuoi che sia un minuto” del “dai, lo faccio domani”.

Siamo quelli che non rispettano gli accordi presi, che adducono scuse e giustificazioni per qualsiasi cosa.

Io so che la ricerca dell’eccellenza è un grande vantaggio competitivo e cerco di fare una revisione costante del mio processo produttivo, soprattutto in merito agli accordi che prendo.

Sono in grado di rispettarli? Se non sono in grado di farlo devo rinegoziarli, non posso semplicemente ignorarli.

Se al cliente, in fase di vendita dicessi:”Guarda, iniziamo a lavorare, sappi che, io sarò abbastanza preciso, la qualità del mio servizio sarà quasi sempre sufficientemente discreta e in linea di massima sarò puntuale e rispetterò la maggior parte degli impegni presi” ecco, se gli dicessi questo e poi lui, dopo avermi firmato l’ordine, si lamentasse avrei ragione io.

Ma, che probabilità avrei di portare a casa l’ordine dicendo una cosa del genere?

Ecco, il punto è tutto qui: le persone e le aziende valgono quando la loro parola. Quanto vale la mia parola? Quanto vale la tua parola?

La parola rispettata, la reputazione, il rispetto degli accordi sono tutto, FANNO LA DIFFERENZA. Il prodotto o servizio che abbiamo difficilmente farà la differenza rispetto alla concorrenza.

IL MANTRA DELL’ ARCANAUTA : 100% non 99,99%…. 100%non99,99% …..100% non 99,99% …..100% non 99,99%….

Renato Brecci
Renato Brecci
Laurea in Architettura 110/110 lode e pubblicazione tesi. Titolare di EIDOS GLASS SRL (www.brecciglass.it)

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