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Coronavirus, Progetto Arca: «Non è facile gestire questa emergenza. Necessario battere cassa»

Una seconda puntata, dopo il successo della prima, dedicata interamente alle strategie economico-politiche per ricostruire e reagire quando l’emergenza sanitaria da Coronavirus terminerà. Sul proprio canale, Progetto Arca ha voluto raccogliere idee su inziative e misure possibili con le quali conciliare un ritorno alla normalità con la necessaria prudenza., da diversi ospiti illustri.

Al dibatittoèintervenuto il dottor Angelo Jannone, colonnello in congedo  dei Carabinieri del ROS, noto per le sue indagini sui Corleonesi con il Giudice Giovanni Falcone, ma oggi dirigente aziendale, docente di criminologia e scrittore, il professore Gerardo Iovane, scienziato di fama internazionale, docente di analisi matemativaall’Università di Salerno, fisico nucleare ed esperto di innovazione e tecnologie strategiche, e il generale Vincenzo Smurro, vicepresidente dell’associazione e ingegnere nucleare.

«Con questa “trasmissione”, stiamo cercando di portare avanti l’informazione con un metodo alternativo, che si adatta alle misure imposte dal governo, e diverso da quello di tutti i giorni» ha commentato il presidente Dott. Leonardo Cocola.

«Siamo in una situazione abbastanza complicata a cui non eravamo preparati Questo perché il nostro Paese, ma non è l’unico, non ha una legislazione d’emergenza e quindi siamo costretti ad affrontare una situazione assolutamente strordinariacon  strumenti ordinari, e con tempistiche non adeguate all situazione in rapida evoluzione. Il mondo militare insegna: meglio decidere in fretta magari in modo poco accurato che non farlo mai o farlo tra 20 giorni. È abbastanza complesso impostare una strategia. Tutti i provvedimenti che il governo ha preso, hanno un problema di gestione concreta. Un esempio per tutti sono i soldi stanziati per le imprese e i cittadini, che ancora devono partire» ha dichiarato Vincenzo Smurro.

«Non è facile amministrare in questocontesto.Non è facile trovare le risorse. Ma io penso che se chiedessi a tutti quelli che hanno un reddito decente o dei risparmi una piccola quota, da restituirsi dal 2022 sotto forma di detrazione fiscale, si potrebbe raccogliere subito una quantità di denaro da cedere anche a fondo perduto ad imprese e persone. E’ necessario adesso battere cassa. Già da ora vanno impostate una serie di azioni, che guardano al domani e al futuro» ha aggiunto.

Angelo Jannone ha preso poi la parola, commentando l’operato del governo: «La situazione straordinaria avrebbe dovuto suggerirela costituzione di un comitato di lavoro con maggioranza e opposizione. Ci sono invece iniziative che si fa fatica a comprendere. Venendo alle soluzioni, parto da una considerazione generale: ci sono due modi per far gestire situazioni come questa, dove devi imporre regole nuove e straordinarie: “responsabilizzare”o“controllare”.

Ne primo caso  – tipico della cultura anglosassone – si tratta di fornire poche regole, chiare e dare fiducia ai destinatari. Ma per contro chi sbaglia paga pesantemente. Nel secondo caso si introducono regole puntigliose e di dettaglio, e se ne controlla l’applicazione. Ecco: in Italia facciamo così.  Il risultato è stato ancora una volta molta confusione: provvedimenti del Governo, circolari esplicative ministeriali che confondevo di più le idee, circolari regionali.  Il risultato è stato idee confuse nei cittadini e nelle forze di polizia.

«cominciare così una fase 2 sarebbe sbagliato. Lasciamo perdere i “codici ateco” E diciamo, al contrario, quali sono le attività che sicuramente non potranno aprire: discoteche, palestre. Tiriamo giù una lista

Alle altre diciamo “puoi garantire le misure? Apri. Ma se dovessi scoprire che hai mentito paghi severamente”

Vedete i  dati delle persone controllate e poi sanzionate? quante di queste saranno regolarmente pagate? E non c’è nulla di più sbagliato di una norma che non produce i suoi effetti»

Allora bisogna muoversi con regole chiare e sanzioni efficaci e bisogna fare in fretta perchèl’economia non sta girando. Quando tutto sarà finito, le grandi imprese saranno aggredite dacapitali stranieri, mentre quelle medie e piccole dai capitali di organizzazioni mafiose.

«L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Dal mio punto di vista abbiamo perso il motore dell’economia negli ultimi 20 anni. Non è il denaro, bensì il lavoro e la produzione. Noi abbiamo pensato a un’iniziativa che comprende le capacità di lavorare e di produrre, agganciate a una moneta. Un meccanismo fondato al tempo che ci mette sia una persona fisica che una giuridica, che ha un valore chiamato da noi Atmos. Supponendo che io sia un medico e uno ha bisogno di una visita: se lui, anziché in contanti, mi pagasse in questo ticket digitale. Offrirebbe lo stesso servizio con uno sconto del 30-40% per accorciamento della filiera, legato proprio al metodo di investimento» ha sottolineato Iovane, descrivendo la sua iniziativa.

«Con la fase 2 riprenderanno alcune attività. Io propongo per volontariato gratuito della gente alla Protezione civile o qualche altra associazione, si potrebbe affiancare un buono immediatamente spendibile per i beni di prima necessità. Così si potrebbero aiutare tante persone in condizioni economiche precarie. Ormai anche la moneta si deve digitalizzare ma non è fondamentale, a dispetto del lavoro. Sarò lieto di contribuire a Progetto Arca» ha concluso

Sabato 18 aprile è prevista una nuova puntata con altri ospiti che interverranno. Per sostenere e aiutare Progetto Arca è possibile donare un contributo volontario all’associazione, visitando questo sito.

Luca Ferrante
Luca Ferrante
Ragazzo volenteroso e appassionato di giornalismo e della comunicazione.

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